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Miracolo sull’ETR 500

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Due ragazzini sono seduti in treno, uno di fronte all’altro. Parlano tra loro, con toni troppo alti. Come tutti i ragazzini, cercano il loro spazio nel mondo. O almeno il loro spazio acustico nel vagone.
Come tutti i preadolescenti cercano di rimodulare nuove voci e nuovi argomenti dentro corpi ancora di bambini.

– Allora, te la sei poi fatta Martina ieri?

Questa storia potrebbe anche finire qui: l’amico millanta il suo kamasutra e tutto rientra nella normalità della vita pendolare. Ma oggi è un giorno speciale. L’aria del vagone non ha il solito odore stantio, e respirarla dà la sensazione di immagazzinare energia. E così l’amico non millanta.

Il racconto continua nell’ebook gratuito “In viso veritas”, scaricabile gratuitamente dal blog de I Discutibili.
Ringrazio i ragazzi del blog per averlo selezionato per questa loro raccolta di racconti sulla “verità”.

Una doverosa precisazione…
Una prima versione di questo racconto l’avevo scritta per Il Pendolo e sarebbe dovuta uscire per l’anniversario della morte di Pippo Fava (giornalista siciliano ucciso dalla mafia). L’idea di fondo è infatti la stessa del suo racconto “La verità”, cui voleva essere un tributo.
Il caso ha voluto che, proprio dopo averlo finito di scrivere, sia venuto a conoscenza del concorso de I Discutibili: era troppo in tema per non partecipare.

Il racconto di Fava potete trovarlo nel (bellissimo) libro “Un anno”.
Ecco, ora mi sento a posto con la mia coscienza.

Scarica gratis l’ebook di racconti “In viso veritas”

Nebbia

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Il treno viaggia immerso nella nebbia. La partenza è lontana e la destinazione non si vede.
Forse il capotreno ha perfettamente chiaro il tragitto, forse il treno si è perso.

Nel 2015 cambieranno tante cose per questo treno: la tratta che percorre ogni giorno probabilmente verrà chiusa per lavori (per due anni? per tre?) e il povero pendolare non sa bene in quali altri fantasiosi modi raggiungerà il proprio luogo di lavoro.
Inoltre il 2014 è stato un anno faticoso per questo treno: più avanzava e meno tempo per scrivere concedeva al pendolare. E meno tempo concedeva, meno voglia aveva il pendolare di scrivere.

Il pendolare viaggia immerso nella nebbia. Non sa bene cosa riserverà il 2015 al treno, a sé stesso e a questo blog.
Per il momento, nel dubbio, il pendolare, che poi sarei io, ha deciso di mettere questo blog in pausa.

Forse tornerò su questi binari tra pochi giorni: come minimo mi piacerebbe lasciare qualche piccolo regalo ai lettori più affezionati.
Forse non tornerò più e ci si rivedrà su altri percorsi, su altri binari.

Sono contento di quello che questo blog è stato: un passatempo divertente, un modo per coltivare ed ampliare una delle mie passioni principali (la scrittura: i treni sono solo una scusa) ma soprattutto un pretesto per conoscere gente meravigliosa.

A questi ultimi va soprattutto il mio ringraziamento ed i miei saluti (sapete chi siete): mi mancherete. Non è vero, non mi mancherete: non ci perderemo di vista.

E un ultimo grazie a te che stai leggendo. Ci si rivedrà quando la nebbia si sarà diradata: nonostante tutto, sono un siciliano che viene dal mare; non mi abituerò mai alla nebbia.

Blogger pendolari alla riscossa

Secondo incontro dei blogger pendolari

A volte ai genitori fuorisede succede qualcosa di fantastico. Qualcosa come una telefonata del proprio padre che annuncia: “Ci prendiamo una casa in affitto per un mese lì dove abitate voi e teniamo noi i bimbi quando serve: datevi alla pazza gioia”.

Per intenderci: la pazza gioia di un genitore professionista è fatta principalmente di cose come Ordinare la cameretta del piccolo così finalmente dopo due anni potrà dormire anche lui in un letto vero o Cercare con calma un regalo pasquale per i bimbi.

Ma comprende anche Il primo anniversario di matrimonio che riusciamo a festeggiare da soli e Prendersi qualche ora di libertà personale in cui non si deve per forza dare il buon esempio.

In quest’ultima categoria rientra l’infrangere la regola Non si parla con gli sconosciuti, soprattutto se arrivano da Internet. Nella fattispecie, un incontro il 12 aprile con tre scrittrici (più una) e un personaggio letterario (ma ci arriviamo dopo): il secondo raduno dei blogger pendolari, proprio a Millemondi!

E così mi ritrovo a fare il turista in un paese in cui vivo da 15 anni.
Riscopro la bellezza di bighellonare; di essere fermato dai venditori ambulanti, che spacciano i migliori ed i peggiori libri della città; di rimanere bloccato al mercato da una folla di turisti che scatta foto a reperti culinari di dubbio gusto.
Ripercorro i luoghi della mia vita universitaria: la meravigliosa Piazza Maggiore, dove si andava le sere in cui (altri tempi) non si aveva niente da fare, sapendo che lì uno spettacolo improvvisato si trovava sempre; gli assurdi cartelli e le surreali scritte sui muri di Via Zamboni, che io e Fiocotram
collezionavamo; la serenità di Piazza Santo Stefano e le sue sette chiese “a matrioska”.

– Marco, tu ci sai guidare per tutte le sette chiese di Piazza Santo Stefano, vero?
– Ma certo!
Maledetto testosterone.

Ma soprattutto riassaporo il piacere di chiacchierare con sconosciuti che mi sembra di conoscere da una vita.
Pendolante, che dice di essere un’orsa ma non lo dà proprio a vedere. E grazie alla quale ho potuto evitare di fare io da cicerone.
Pendolo0, che chissà perché mi immaginavo bionda ed estroversa ed invece è mora e riflessiva (il che, sia chiaro, è un complimento).
Leuconoe, il cui blog – vabbé lo ammetto – non seguivo, ma si fa sempre in tempo a rimediare.
Calikanto, che tecnicamente non è dei nostri ma andiamo a stanare sotto casa, visto che – anche questo mi era sfuggito – abita proprio a Millemondi.
Ilaria, che se vi immaginate una toscanaccia, eccola è lei. E che, in quanto tale, ha sposato un toscanaccio.

Ecco, non me ne vogliano le scrittrici, ma ciò che più mi ha colpito è  Michele, il marito di Ilaria, che sembra uscito da un romanzo scritto dagli autori del Vernacoliere. Credo che, a volerlo studiare a tavolino, non sarei riuscito a trovare una persona più lontana da me.
Sboccato, sfrontato, carnivoro e pure militare (con tanto di esperienza in Afghanistan).
Eppure, nel parlarci, mi sono trovato d’accordo con lui molto più di quanto avrei mai potuto immaginare. Giusto così per ricordare a me stesso che i pregiudizi e la xenofobia si annidano pure dentro sé stessi dove meno ci si aspetta.

E poi in questa storia ovviamente c’è anche una tavola imbandita, perché, vegetariani o carnivori, gli italiani non sanno immaginare un raduno senza una mangiata. Che poi è uno dei pochi motivi per cui vale la pena vivere in Italia.
E c’è anche un cameriere, uscito probabilmente anche lui da un romanzo sopra le righe, con tanto di tempi comici perfetti.

– Io non li sopporto gli ex fumatori che voglio fare proseliti. – dice Pendolante – “Fa male”, mi dicono. E che non lo so? Che poi avevo anche smesso…
– Eh signora, ci guadagna in salute. – interviene in picchiata il cameriere –  Perché fumare fa male, dovrebbe riprovarci. Io ho letto un libro che spiega perché fa male e…
– No ma ognuno è libero di far le sue scelte. Come i vegetariani…
– No ma che c’entrano i vegetariani. La carne si mangia, punto.
Come è umano lei.

E con in corpo dell’ottima cucina emiliana, in testa mille aneddoti di ogni commensale e in tasca tre simpatici segnalibri regalati da una Pendolante dalle mille risorse, è tempo che io prenda commiato.

Lascio quindi il resto della setta dirigersi verso l’Archiginnasio. Io ho altre pazze gioie da soddisfare proprio lo stesso giorno.

E’ stato davvero un piacere. Alla prossima, care amiche (probabilmente quando i bimbi saranno adolescenti).


E a proposito di impegni, chiudo per due settimane, giusto per godermi le festività varie. Adios…